Ignazio Vian, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, promotore
ed animatore della Resistenza bovesana (settembre 1943-gennaio 1944), passato
poi nelle valli monregalesi e nelle Langhe, fu catturato a Torino, impiccato
dai tedeschi ad un albero di corso Vinzaglio il 22 luglio 1944, e poi sepolto
in una fossa comune al Cimitero Generale di Torino.
Dopo
la Liberazione il Cappellano partigiano, don Beppe Bruno di Mondovì, ne riesumò
e riconobbe il cadavere: aveva ancora appeso al collo un tratto della corda che
era servita per impiccarlo (ved. Il volume di A. Morandini, Il prete dei
ribelli, ediz. Cappelli, Bologna, 1979, p. 226).
Il
cappio fu conservato da don Bruno; alla sua morte (23 marzo 1966) fu ritirato,
con altri documenti partigiani, dalla Curia vescovile di Mondovì e fu
recuperato dalla Associazione “I.
Vian”, negli anni successivi, nel corso delle operazioni di reperimento della
documentazione necessaria per la stesura della storia delle Formazioni ‘R’ a
cura delle prof. Giovenale Giaccardi.
Attualmente il cimelio è conservato nell’archivio della Associazione
Partigiana “IGNAZIO VIAN”.